Ambiente: l’UE decide per il peggio

L’Europa non è stata capace di dire no al glifosato e lo ha autorizzato ancora per 5 anni, poi si vedrà. Il glifosato è un erbicida collegato, secondo moltissimi studi, ad effetti cancerogeni e a danni ambientali notevoli e viene prodotto dalla nota multinazionale Monsanto. Decisiva è stata la decisione della Germania, stretta tra la crisi di governo e gli interessi di Bayer. Tra il colosso chimico tedesco e la Monsanto è infatti in atto una fusione, operazione da 66 miliardi di euro, che darebbe vita alla società produttrice di pesticidi e sementi più grande al mondo. Per il momento la Commissione UE non ha dato il via al processo di fusione, ma entro il prossimo gennaio dovrà pronunciarsi e la decisione attuale sul glifosato non lascia presagire nulla di buono. Francia ed Italia hanno espresso voto contrario alla proroga, congiuntamente ad altri 7 Paesi, mentre 18 Stati si sono espressi  a favore della stessa. Purtroppo non si è voluto capire che la salute del nostro pianeta e delle persone va salvaguardata, al di sopra di ogni altra considerazione, anche economica ovviamente. Per Greenpeace si tratta di un autentico regalo alle multinazionali, mentre diversi europarlamentari parlano di comportamento scellerato del Parlamento europeo, di solito abbastanza guardingo sui temi ambientali. In Italia resta comunque il divieto introdotto dal ministero della Salute riguardante l’uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione, quali parchi, campi sportivi, zone ricreative, aree versi interne, ecc. ed anche in campagna in pre-raccolta. L’Associazione degli agricoltori, dal canto suo, chiede uno stop alle importazioni di prodotti agricoli che, sul fronte del glifosato, danno meno garanzie rispetto ai cibi italiani, come il grano proveniente dal Canada, dove viene fatto un uso intensivo di glifosato nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato. Ancora una volta si dimostra che i soldi (che ovviamente vanno a finire nelle tasche di pochi) valgono più della vita.

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