Banche: ancora le lobby

Tutti sappiamo quali e quanti problemi ci hanno procurato le banche in questo periodo (e non solo in questo periodo), il guaio è che invece di imboccare una strada virtuosa, ancora una volta rinviano le regole a tutela dei risparmiatori. Prendiamo in esame il testo licenziato dal parlamento di Strasburgo nell’aprile 2014, un testo che dice almeno alcune cose chiare. 1) rendere difficile le vendite di obbligazioni rischiose – 2) maggiore trasparenza nei confronti della clientela – 3) regole severe sui margini che vanno alle banche per ciascuna vendita. Fatto il primo passo, si sta ancora discutendo il testo che dovrebbe essere tradotto nelle regole nazionali, testo che sarebbe dovuto apparire nel novembre scorso. A questo punto le direttive europee entreranno in vigore, se tutto andrà bene, nel 2018. La scusa: occorre tempo per risolvere alcune problematiche tecniche. Probabilmente esistono anche delle difficoltà tecniche, ma la netta impressione è che le associazioni bancarie ne stanno approfittando per chiedere la modifica di alcune norme, ad esempio quella che riguarda i margini delle banche nella vendita dei “prodotti complessi”. E pensare che in alcuni Paesi, vedi Gran Bretagna, Olanda, Australia, il cosiddetto diritto di retrocessione, cioè la commissione della banca, è vietato. Forse, se le regole sopra citate fossero state imposte, molti “disastri finanziari” non sarebbero mai accaduti.

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