Cittadini torturati e Nazione umiliata

Per i fatti della scuola Diaz a Genova la Corte d’Appello, nella sentenza che la Cassazione ha confermato, parla di “tradimento della fedeltà ai doveri assunti nei confronti della comunità civile e di enormità dei fatti che hanno portato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”. Tuttavia per le violenze nessuno è stato punito, perchè i reati sono stati prescritti ed inoltre è mancata l’identificazione dei colpevoli. La polizia a Genova ha commesso atti di tortura e lo Stato non ha fatto il suo dovere, cioè identificare e punire i responsabili. Il 7 aprile scorso la Corte Suprema dei diritti dell’uomo ha stabilito in via definitiva che quelle commesse a Genova sono appunto “torture” e che le nostre leggi sono inadeguate al riguardo, anzi talvolta fanno da sponda all’impunità. Ricordiamo che furono feriti, anche in modo grave, 90 persone e 3 ridotte in coma. Ma che cosa dice la sentenza di Strasburgo? I giudici condannano la brutalità delle manganellate, ma – con forza – anche il depistaggio che accompagnò ogni tentativo di accertamento. Così si pronunciano: “I rilievi interni non dovrebbero in alcun modo lasciare impuniti gli attacchi all’integrità fisica e morale delle persone. Chi è incolpato di maltrattamenti simili… dovrebbe essere destituito dopo la condanna”. E’ dal 1989  che l’Italia si è impegnata a livello internazionale a condannare nelle proprie leggi la tortura, ma non l’ha mai fatto.

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