Considerazioni e punti di vista

Solo fino a qualche giorno fa governo ed organi di informazione ci avevano fatto capire che la crisi economica stava imboccando la via della, seppur lenta, risoluzione, si cominciava a vedere la famosa luce in fondo al tunnel. Veniamo a conoscenza ora dei dati dell’ISTAT circa la disoccupazione a febbraio: è aumentata di 2 punti decimali, salendo al 12,7% – nel giro di un mese hanno perso il lavoro circa 44 mila persone. Come si concilia tutto questo? Chi dice il vero e chi no? Purtroppo quando di mezzo ci sono numeri complessi come quelli sull’occupazione tutto diventa difficile e ognuno può interpretare, scusare, prevedere come meglio crede. Certo è che la luce in fondo al tunnel è ancora più che lontana e le cifre dell’ISTAT sono oggettive. Un dato deve far riflettere: sulle 44 mila persone che hanno perso il posto, ben 42 mila sono donne ed il resto giovani. Che cosa attuerà il governo per invertire tale tendenza? Forse, nel breve periodo, un’ottima soluzione sarebbe quella di tagliare ancora le tasse a carico delle imprese (e non solo). E’ un primo passo.

Expo: non perdere l’occasione

I politici che contano ci hanno detto e ci ripetono che l’Expo di Milano deve essere e sarà un’ottima occasione per metterci in mostra agli occhi del mondo, per far conoscere le nostre eccellenze, le nostre capacità, dare inoltre un aiuto all’economia e risollevare “l’italianità”. Ci auguriamo di cuore che così sarà. Qualche dato ci fa però riflettere. Manca un mese all’inaugurazione e nessuno sa con esattezza che cosa sarà effettivamente pronto il 30 aprile prossimo, dei 34 lotti di competenza italiana il 74% è ancora in lavorazione. Dai dirigenti Expo trapela che è praticamente impossibile che tutto sia pronto al momento opportuno: ” Ci saranno percorsi guidati. Il visitatore non si accorgerà di niente. Si continuerà a lavorare di notte o dietro le quinte. Ma di sicuro non si vedrà un operaio al lavoro”. Quindi, quello non pronto verrà nascosto alla vista, o meglio “camuffato”. L’appalto per il “camouflage” prevede uno stanziamento di 2 milioni 685 mila euro, per la sistemazione di panneli mobili che escludano dalla vista ciò che non è compiuto. Come mai siamo ancora a questo punto? E’ dal 2006 che si parla di Expo a Milano, l’aggiudicazione ufficile data 2008; il tempo dunque non è mancato. E’ vero che si è messa di mezzo la crisi economica e poi gli episodi di corruzione e le inchieste, ma probabilmente tutto ciò non giustifica. Purtroppo siamo giunti impreparati ad un appuntamento importante. Speriamo che il genio italico sappia compiere ancora una volta il miracolo.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento