Diritti… manganellati

Due giorni or sono ci siamo chiesti se l’attuale governo potesse definirsi di sinistra, laddove per sinistra si intendono coloro che lottano per la giustizia sociale, la parità dei diritti, la difesa dei più deboli, il diritto al lavoro. Al riguardo abbiamo esternato qualche dubbio. A poche ore di distanza ecco i fatti di Roma: operai dell’AST di Terni, in pacifico corteo verso il ministero per lo Sviluppo Economico, per cercare di evitare la chiusura dello stabilimento, sono stati picchiati dalle forze di Polizia.. Il governo si è trovato sotto accusa proprio da sinistra, mentre il Presidente del Consiglio ha preferito non esporsi con qualche uscita: proprio in un momento di attacco ai Sindacati è stato “tradito” dalla Polizia di Stato. La scusante della Questura “forse è stato un equivoco” lascia il tempo che trova, perchè proprio nessun manifestante, e le prove lo dimostrano, aveva in mente di occupare stazione Termini, come avevano invece “erroneamente” pensato le Forze dell’ordine. Prova ne sia che dopo le manganellate dalla Questura arriva l’ordine: via libera ai manifestanti fino al Ministero, esattamente quello che gli operai avevano chiesto. Dura la reazione dei Sindacati, il pensiero di Susanna Camusso si può così sintetizzare: anzichè occuparsi dei problemi del lavoro, della povera gente, il governo picchia gli operai. La risposta del ministro Alfano può essere invece così sintetizzata: “è stata una brutta giornata per tutti”, quasi un’ammissione di colpa. In un primo incontro con i Sindacati Renzi è stato abbastanza duro. “E’ imperativo morale chiudere la vicenda, saranno accertate tutte le responsabilità”. A nostro avviso l’imperativo morale è quello di evitare licenziamenti e dare a tutti opportunità di lavoro, oltre ad accertare le responsabilità sicuramente, frase però che in Italia spesso significa insabbiamento. In seguito sono giunte delle scuse, anche se non proprio formali da parte del governo. In sostanza siamo di fronte ad un episodio che non può essere iscritto nell’album di famiglia della Sinistra. Sorge però anche un’altra considerazione: non è che si voglia ridurre il diritto di sciopero? Qualcuno a questo riguardo ha stigmatizzato il pensiero del renziano Daniele Serra. Se guardiamo poi all’estero, vediamo che in Germania è stato presentato un disegno di legge per limitare gli scioperi. Ufficialmente l’intenzione è quella di evitare che alcune sigle sindacali di determinate categorie possano paralizzare da sole aziende o trasporti, ma si sa dove spesso conducono le le buone intenzioni… Molti costituzionalisti tedeschi avanzano infatti al riguardo dubbi di incostituzionalità.

Note positive: la possibilità di tavoli di confronto tra Polizia e Sindacati per affrontare, secondo un metodo di condivisione, le modalità di “governance” di quelle manifestazioni che possono risultare più impegnative. Renzi ed Alfano hanno convenuto poi sulla necessità di “ricostruire i fatti e di portare l’attenzione al disagio sociale e sulla comprensione per i problemi dei lavoratori”. Intanto l’indagine dell’ISTAT su reddito e condizioni di vita condotta nel 2013 ci dice che il 28,4% dei residenti nel nostro Paese risulta a rischio di povertà o di esclusione sociale.

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