Dopo la nebbia…

Dopo alcune settimane di nebbia sull’operato governativo, vedi slides, slogans, promesse varie, qualche punto chiaro in più lo abbiamo e ci arriva da istituzioni come Bankitalia e Commissione Europea. Purtroppo ci dicono che la manovra del governo è debole, non sufficiente per cambiare le cose. Quanto previsto a livello centrale lo conosciamo: conferme del bonus (80 euro), statali ancora con il blocco degli scatti di stipendio, un po’ meno di IRAP per le imprese, risparmiatori che pagano più tasse, probabili peggiori servizi per tutti, bonus bebè per le mamme. Nessun colpo d’ala per trarci d’impaccio, nessun piano di interesse generale. Luca Ricolfi in un suo articolo ci offre la cartina di tornasole per controllare quanto appena detto: che cosa si prevede sul versante dell’occupazione, fondamentale per il nostro sviluppo? Oggi in Italia contiamo circa 3 milioni di disoccupati, nel 2015 il governo prevede un aumento dell’occupazione dello 0,1% e nel 2016 dello 0,5%. Cifre che l’articolista definisce irrisorie. Da considerare anche che fra 14 mesi potrebbero concretizzarsi le clausole di salvaguardia della Legge di stabilità: aumento dell’IVA e di altre tasse. Le decisioni del governo hanno indotto una certa soddisfazione nel mondo imprenditoriale: riduzione IRAP, eliminazione dei contributi per i neoassunti, disciplina dei licenziamenti che si prospetta in maniera più favorevole per le imprese. E i lavoratori? Si sta cancellando “il mondo incantato dello Statuto dei lavoratori, ma non si offre in cambio un altro che funzioni”. Continua Ricolfi: “le vecchie regole del mercato del lavoro possono aver depresso l’occupazione, ma le fosche previsioni delle tabelle ministeriali svelano che le nuove regole del Jobs Act non basteranno a far cambiare verso all’Italia”.

 

 

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