Fame e protezione umanitaria

Una delle cause principali da cui scaturisce il fenomeno migratorio è la fame. La sofferenza dei migranti comincia certamente prima che giungano da noi. Il  numero delle persone, che nel mondo soffrono la fame, quest’anno è passato da 777 a 815 milioni. Quando parliamo di fame però non dobbiamo pensare solo a coloro che letteralmente muoiono per mancanza di cibo, ma anche a quella che viene definita “fame nascosta”, cioè la malnutrizione. A ciò va collegata una malattia che nel mondo colpisce un bimbo su quattro: il rachitismo, che blocca non solo lo sviluppo fisico, ma anche quello emotivo e cognitivo, con conseguenze devastanti, perché un bambino rachitico non potrà mai raggiungere il suo pieno potenziale. Un Paese dove i cittadini non possono raggiungere un’adeguata alimentazione è escluso a priori, non solo dal raggiungimento del benessere, ma anche dalla democrazia. Occuparsi della malnutrizione implica un approccio diverso rispetto a quanto richiede il problema della fame conclamata, ma si tratta di difficoltà superabili, se si sceglie la via dell’aiuto concreto e non del respingimento. Purtroppo l’Europa e l’Italia hanno scelto nei confronti dei migranti, che si muovono spinti dalla fame e dalla povertà, una via spiccia, ma egoistica, appunto il respingimento. Nazarena Zorzella, avvocato e fondatrice dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, denuncia tale scelta, che non paga anche per un altro motivo, vale a dire il fatto che parecchi migranti fanno ricorso avverso il respingimento per le motivazioni sopra citate e spesso lo vincono. Zorzella sposta l’argomento sul piano giuridico e rileva che le commissioni territoriali, deputate a scegliere se concedere o meno la protezione umanitaria, adottano un approccio politico nei confronti della questione dei richiedenti asilo e decidono la posizione di un migrante secondo categorie che non sono giuridiche. Un rilievo viene elevato anche nei confronti del decreto Minniti-Orlando, che ha eliminato un grado di giudizio: “Se i ricorsi vengono vinti dai migranti, meglio eliminare direttamente una parte di questi ultimi”. A questo punto non ci resta che ricordare l’art. 10 della nostra Costituzione, che parla proprio dell’accoglienza dovuto allo straniero, al quale sia impedito nel proprio Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche. E come può un essere umano, che vive in estrema povertà, considerarsi libero? I padri costituenti hanno visto lontano…

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