Globalizzazione e ingiustizia

E’ da poco stata pubblicata la lista degli uomini più ricchi del pianeta ed abbiamo letto cifre da capogiro. L’uomo considerato più ricco, Jeff Bezos, possiede un patrimonio di oltre 99 miliardi di dollari e nell’anno trascorso ha guadagnato circa 34 miliardi. Si calcola che i più ricchi aumentano la loro sostanza del 23% in un anno. Il rapporto con la maggior parte dei lavoratori è impietoso, non possiamo poi pensare ai milioni di poveri, perché ci assalirebbe un senso di dolore, di vergogna, di impotenza. Dove sei giustizia?

Nel suo discorso natalizio il Papa ha ribadito chiaro e tondo che l’attuale sistema di vita va cambiato: il capitalismo, ormai si tratta di capitalismo esasperato, che governa il mondo, amplia oltre il lecito le ingiustizie. La globalizzazione, che tempo fa si pensava potesse ridurre le distanze economiche, è stata una delusione cocente. Si è delocalizzata l’industria, non per favorire i nuovi Paesi, ma per avere mano d’opera a buon mercato e ciò non ha portato ricchezza, impoverendo nel contempo le classi produttive nei Paesi di tradizione industriale. I salari imposti dalle grandi multinazionali nei nuovi Paesi sono stati bassissimi, mentre sono aumentati i prezzi al consumo, con il risultato che moltissime famiglie si sono indebitate pesantemente. La globalizzazione senza regole ha arricchito solo le multinazionali, impoverito le classi medie ed i lavoratori dei Paesi occidentali e relegato, come detto, ai margini i lavoratori di quelli che vengono chiamati Paesi emergenti. Così il divario tra poveri e ricchi si è ulteriormente dilatato, tanto che 8 uomini della citata lista dei ricchi posseggono 426 miliardi di dollari, la stessa ricchezza posseduta dalla metà più povera del pianeta, vale a dire 3,6 miliardi di persone.

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