L’etica in banca: sicurezza e guadagno

In Italia il discorso sulle banche è sempre aperto e d’attualità e non certo per motivi di soddisfazione collettiva. Purtroppo alcune banche, oltre ad essere state concause della crisi economica che stiamo vivendo, sono divenute porto sicuro per capitali riciclati, partecipano direttamente od indirettamente ad operazioni azzardate ed hanno messo sul lastrico numerosi risparmiatori, che a loro si sono affidati. Spesso e volentieri la compravendita di titoli, opzioni e derivati prevale sull’attività normale di un istituto di credito, si operano di conseguenza tagli dei crediti ad imprese, famiglie ed ai giovani che vorrebbero iniziare delle attività. Nei mesi scorsi in Italia ha fatto discutere il decreto “salva banche”, con circa 20 miliardi di euro messi a disposizione dallo Stato (e pagati dai cittadini), per evitare crolli e fallimenti e per cercare un qualche risarcimento ai risparmiatori che hanno perso il loro denaro, mal consigliati e mal diretti dagli istituti di credito. In questo periodo opera la Commissione parlamentare sulle banche, non sappiamo finora con quali esiti, sperando che si possa conoscere qualcosa di utile ed importante prima della tornata elettorale, che manderebbe tutti a casa. Sappiamo che, senza regole chiare ed un auspicato connubio tra etica ed economia, il mercato non può funzionare correttamente ed efficacemente. Occorre un codice etico ed a proposito di etica nel campo bancario, è uscito in questi giorni il primo Rapporto europeo sulla finanza etica e sostenibile in Europa. Le banche etiche sono un settore che vale 715 miliardi di euro, hanno retto meglio alla crisi che ha investito il settore del credito e concedono il doppio di prestiti, a parità di attivo, rispetto alle banche sistemiche, inoltre hanno attenzione all’ambiente e ad un futuro sostenibile. Un settore a lungo snobbato ora sta producendo buoni frutti. Nel 2016 le banche etiche hanno concesso crediti per circa 29 miliardi di euro a decine di migliaia di progetti per l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente, la cultura. Gli investimenti fatti inoltre si basano su criteri di sostenibilità, quindi niente titoli di aziende che producono armi, che prosperano sul gioco d’azzardo, che estraggono petrolio o carbone. Ad oggi le banche etiche si sono confermate le più solide, infatti negli ultimi 10 anni i loro rendimenti sono stati costanti. Come si vede, etica ed economia possono e debbono andare a braccetto.

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