PD partito della nazione?

Nei giorni scorsi si è parlato del PD come di partito della Nazione ed il pensiero di alcuni è tornato alla famosa immagine della balena bianca di democristiana memoria. Probabilmente alla Segreteria PD non spiace immaginare un partito dominante, con vocazione centrista, capace di allagarsi a destra, viste le condizioni di FI e di inglobare nel contempo a sinistra fasce consistenti di lavoratori grazie ai vari bonus, alle proposte sul TFR ed a altre manovre non certo risolutive del problema lavoro e non atte a migliorare sostanzialmente la nostra economia. Da tener presente che siamo in attesa della nuova legge elettorale e del famoso premio di maggioranza e qualche considerazione va fatta. La Corte Costituzionale nella sua sentenza sul Porcellum ha valutato il voto anche in “uscita”, cioè all’attribuzione pratica dei seggi ed ha visto come il premio di maggioranza creava una notevole distorsione. Il ragionamento dei nostri politici ora è: stabiliamo una soglia per avere il premio, così superiamo l’obiezione della Corte. Ma per stabilire una soglia esistono dei criteri validi, scientifici, razionali? L’unico criterio, a nostro avviso, sta semplicemente nelle previsioni dei partiti, che sperano di trarne vantaggio, i cittadini purtroppo a loro interessano poco. L’unica soglia giustificabile, come suggerisce Gustavo Zagrebelsky, sarebbe il 50,1% dei voti “un premietto per rafforzare chi ha già la maggioranza”. La giustificazione addotta dai partiti per il premio di maggioranza è la governabilità. Sempre Zagrebelsky precisa con estrema lucidità: “Governabilità, parola scorretta. Che cosa significa? Attitudine ad essere governato. Significato passivo. Se dico “Italia è ingovernabile” penso a corporazioni, corruzione, mafia. Da Craxi in poi, con un rovesciamento semantico, governabilità vale come aumento della forza di governo. Significato attivo. Tutte le riforme di cui parliamo non sono per la governabilità, perchè non toccano la società, ma vogliono rafforzare il governo, razionalizzando uno spostamento di baricentro che c’è già stato”. A proposito sempre di partito della nazione ancora Zagrebelsky ci ricorda Norberto Bobbio, secondo cui una delle condizioni della democrazia è la presenza di una pluralità di offerta politica: “Quando un partito sceglie una connotazione totalizzante, come la nazione, diventa parte totalitaria”. Parlando poi del “decisionismo” renziano Zagrebelsky constata come sia un agire che serve semplicemente a fronteggiare le difficoltà del giorno per giorno, posticipando i problemi. Si tratta di un decisionismo che può procedere anche perchè manca un’opposizione politica efficace in sede parlamentare.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento