Per sconfiggere l’intolleranza

Nel nostro Paese gli episodi di intolleranza verso gli immigrati in questi ultimi tempi si sono moltiplicati. L’avversione per chi viene considerato diverso è sempre esistita in ogni gruppo, sia esso nazionale, sia semplicemente tribale, però dopo le catastrofi del secolo scorso, da essa in buona parte generate, si pensava ormai messa da parte, sparita. Purtroppo oggi essa riemerge prepotentemente. Scrive Maurizio Molinari in un suo articolo: ” L’avversione per il prossimo è il più pericoloso dei virus perché annebbia la mente, trasforma la conoscenza in un avversario e conduce su una strada disseminata di conflitti, dunque senza uscita. L’antidoto più efficace contro questo demone è la forza della ragione: il razzismo ha causato nel Novecento 60 milioni di morti e la distruzione dell’Europa, perché resuscitarlo?” L’intolleranza è inoltre alimentata dall’insicurezza collettiva, capace di allontanare i cittadini dalla democrazia per affidarsi a chi si proclama con maggior enfasi autentico paladino del bene. Offuscata la ragione, magari ad arte, non si ricerca più la soluzione ai veri problemi, ma ci si lascia trascinare dall’avversione per quello che consideriamo nemico. Nell’Italia “sovranista” i principali nemici vengono identificati negli immigrati, nei rom, nell’euro, nell’Europa.

Per sconfiggere l’intolleranza occorrerebbe utilizzare il consenso popolare per varare utili riforme: da un nuovo modello economico, che produca anche giustizia sociale, all’integrazione capace di divenire motore di crescita, all’applicazione delle leggi già esistenti, ma spesso trascurate, ai controlli efficaci, alla lotta alla corruzione, alla salvaguardia ambientale. Dice ancora Maurizio Molinari: ” Se intraprenderà la strada delle riforme il governo si guadagnerà sul campo il merito di aver dato un nuovo orizzonte al nostro Paese, se invece preferirà scagliarsi contro nemici vicini e lontani si assumerà la responsabilità del ritorno dei demoni. Il bivio è fra la scommessa su un futuro migliore e il ritorno al passato più buio. Fra fedeltà alla Costituzione e rincorsa degli istinti più pericolosi che albergano in ognuno di noi”.

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