Triste realtà di alcuni dati ISTAT

In queste ultime settimane alcuni dati forniti dall’ISTAT hanno portato un po’ di sereno nel grigio cielo della nostra economia nazionale: la crisi sembra che stia allentando la sua morsa. Quello che non viene pubblicizzato riguarda i cosiddetti lavori “low cost”, che interessano migliaia di persone, mestieri faticosi e pagati malissimo. Sono i settori con retribuzione media annua più bassa, censiti a novembre dall’INPS, un mondo con poche regole e pochissime tutele. Settori in cui non esiste un salario minimo stabilito per legge, ma solo la contrattazione collettiva, spesso aggirata. Si stima che almeno il 12% di tali lavoratori sono sottopagati rispetto ai minimi orari di settore. Si tratta in genere di operai agricoli (ricordiamo in questo settore anche il triste fenomeno del caporalato), di autisti, di lavapiatti nei ristoranti, di camerieri di catering, di fattorini, di postini privati, di badanti, di addetti alle pulizie, di facchini-magazzinieri. La paga va da 4 a 6,50 euro l’ora, nella realtà spesso di meno. Chissà se i nostri politici leggono coscienziosamente i rapporti ISTAT ed INPS ?

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