Verso le elezioni: riflessioni utili

Dopo il voto in Sicilia ed in attesa delle elezioni politiche, qualche riflessione sullo stato attuale della nostra vita politica può risultare utile. Ce ne fornisce lo spunto un’intervista a Gustavo Zagrebelsky, valutiamone qualche significativo passaggio. Zagrebelsky parla di una fase di “impolitica” per i cittadini italiani. Mentre l’antipolitica è comunque un atteggiamento attivo contro i partiti ed i politici di professione, l’impolitica, al contrario denota un atteggiamento passivo, di stanchezza. Segnale importante è l’astensionismo dal voto, non solo, dice Zagrebelsky, di quantità, ma anche di qualità, perché favorisce la corruzione politica, inaridendo il voto d’opinione. La gente si astiene dal voto, ma non altrettanto fanno gli scambisti di voti e di favori: fatto grave per la nostra democrazia. Per quanto riguarda la nuova legge elettorale, il Rosatellum, Zagrebelsky sottolinea che tra tutte le leggi, quella elettorale dovrebbe essere fatta per i cittadini elettori, ma i partiti l’hanno usata per tutelare i propri interessi. Occorrerebbero dei correttivi, ormai difficili da mettere in campo. In realtà esistono per questo due istituzioni: la Corte Costituzionale ed il Presidente della Repubblica. L’intervento della Corte, peraltro difficile, sarebbe comunque tardivo perché arriverebbe dopo le elezioni e purtroppo una giurisprudenza assurda ha detto che un Parlamento eletto con una legge incostituzionale può tranquillamente proseguire la sua opera. Dal canto suo il Presidente della Repubblica non ha rilevato nella nuova legge motivi di incostituzionalità. A questo proposito Zagrebelsky cita però un esempio: il voto unico, in base al quale un elettore vota per il candidato nel collegio uninominale e si trascina dietro una lista di nomi nelle liste proporzionali per i quali magari non vorrebbe votare. Certo, al punto in cui si era giunti, il Presidente della Repubblica difficilmente poteva rinviare la legge alle Camere, sarebbe stato utile muoversi prima, predisponendo paletti di un’onesta legge elettorale. Sulla questione di fiducia posta dal governo, Zagrebelsky è chiaro: “non c’è stata violazione di alcuna norma costituzionale, però la vita politica non è fatta solo di legittimità ma anche di correttezza costituzionale e talora la scorrettezza è anche più grave dell’illegittimità. E’ un chiaro caso di abuso del diritto”. In pratica si è trattato di un pretesto per imporre il voto palese a un Parlamento riottoso. Come al solito le parole di Zagrebelsky fanno riflettere.

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