Vogliamo copiare la Francia?

Ultimamente abbiamo aspramente criticato la Francia perché, entrando arbitrariamente sul suolo italiano, camionette della Gendarmerie hanno fatto scendere dei migranti, in barba ad ogni accordo. Giustissimo, però, secondo notizie di stampa, sembra che anche poliziotti italiani utilizzino lo stesso copione, o quasi, lungo il confine sloveno. Alla frontiera Nord-Est italiana è ormai un segreto che molti conoscono: migranti caricati su camionette della nostra Polizia vengono sbarcati sul confine sloveno, presi in consegna da quei poliziotti e portati al confine con la Croazia. Qui, a quanto pare, magari dopo maltrattamenti ingiustificati, portati al confine con la Bosnia, fuori dall’Europa. I migranti vengono dunque abbandonati nei boschi come veri e propri banditi indesiderati. Una soluzione sbrigativa, che, come detto, ricorda il comportamento dei gendarmi francesi alla nostra frontiera. Mentre a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia conosciamo il numero dei migranti accolti regolarmente, grazie al sistema sbrigativo cui abbiamo fatto cenno, non conosciamo il numero dei respinti. Così si esprime Gianfranco Schiavone, presidente di una istituzione dell’accoglienza che opera a Trieste: “Sono respingimenti a catena. Restituzioni illegittime. Violazioni delle direttive europee, del regolamento di Dublino e delle leggi italiane… E la cosa più sconcertante è che tutte le polizie coinvolte sanno benissimo di muoversi al di fuori della legge”. Fa bene Salvini a tuonare contro la Francia, però è opportuno che guardi anche in casa propria.

Abbasseremo le tasse… è proprio vero?

Abbasseremo le tasse, sta scritto nel contratto di governo. Concetto che ha fatto parte della propaganda Lega-5Stelle. Ma è proprio così? Con la nuova legge di bilancio pare proprio che sia saltato il blocco delle imposte che entrano nelle casse di Comuni e Regioni, blocco introdotto nel 2016. Conseguenze: gli Enti avranno mano libera su IMU e addizionali e c’è da credere che saranno capaci o costretti ad approfittarne. Secondo Boccia (PD) la sintesi della manovra è “più tasse locali e meno investimenti pubblici”. Altre notizie in breve: sembrano spariti dalla manovra i 100 milioni per i fondi alle famiglie – tagliati di 2/3 gli incentivi per l’apprendistato – tagliati 5 milioni di sgravi fiscali per le librerie ed i cinema – nessuna decisione chiara sulle “pensioni d’oro”.

Tagli sull’accoglienza ai migranti

Sembra che il Viminale voglia ridurre i 35 euro stanziati dallo Stato per l’assistenza e l’integrazione di ogni migrante, un modello virtuoso, unico in Europa. I 35 euro servono a pagare gli affitti delle case, gli stipendi degli operatori che aiutano i migranti nel processo di integrazione, i vestiti, il cibo e i circa 2 euro al giorno per ogni migrante. Secondo Davide Bertello, responsabile della cooperativa Valdocco di Torino, questo taglio potrebbe diventare un boomerang: “perché oggi quei 35 euro, quando vengono ben gestiti, servono non solo a far integrare i migranti, ma anche spesso a rivitalizzare territori ormai spopolati… Sarebbe meglio ridurre i tempi di attesa tra l’arrivo in Italia dei migranti e l’udienza alle commissioni territoriali che valutano la loro posizione, visto che oggi si parla di 18-20 mesi”. Sicuramente non possiamo dargli torto.

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