In questi giorni, come abbiamo avuto modo di sottolineare nell’articolo precedente, la nostra Presidente del Consiglio ha parlato di scuola, annunciando delle novità riguardanti gli alunni stranieri, che hanno suscitato ampio dibattito ed innumerevoli critiche. Vogliamo rifarci a quanto scritto due giorni or sono da Giancarlo Mola su Anteprima Repubblica. Nel giro di poche ore, dice l’articolista, Sergio Mattarella ed il cardinale Zuppi hanno rimarcato la distanza che esiste tra la loro idea di scuola e quella di Meloni. Dice il Presidente della Repubblica: ” La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti, è aperta a tutti, così dispone l’art. 34 della Costituzione “. Poi ha aggiunto: ” Deve stabilire legami, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale “. Una definizione che non abbisogna di spiegazioni. Molto chiaro anche il cardinale Zuppi, che ha condannato le disuguaglianze educative: ” Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace “. Quanta distanza con l’intervento elettorale di Giorgia Meloni!

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