Italia – Il temuto sabato 24 ottobre è trascorso senza saccheggi; salvo ancora qualche scontro tra la polizia ed alcuni esagitati, tutto è filato liscio. Questo grazie certo alle forze dell’ordine, ma anche al senso di responsabilità della grande maggioranza dei manifestanti. I giovani hanno dimostrato di essere scesi in piazza per combattere, non contro le vetrine, ma contro il caro vita, il caro affitti, per il diritto allo studio ed al lavoro e per una università alla portata di tutti. Finora lo Stato alle loro richieste ha risposto soprattutto con la forza, più che legittima in determinate circostanze, ma non adatta a risolvere i problemi. Proprio a Milano l’arcivescovo Delpini, riferendosi a quanto accaduto nelle piazze, si è così espresso: ” La creazione del ghetto non pone le condizioni perché i giovani che vi abitano diventino buoni cittadini. L’aggressività scriteriata non si guarisce con le minacce e non può essere contenuta solo dalla repressione “. Ha quindi chiesto alla società di ripensare i modelli educativi e di mettere in campo misure contro lo scandalo della miseria.
Sabato 24 ottobre in ventimila hanno sfilato a Castel Volturno per protestare contro la ventilata costruzione di un Cipr ( Centro di permanenza per i rimpatri degli stranieri irregolari ) da 120 posti, nel parco umido ” La Piana “. In prima fila, oltre alla popolazione, a sindacati e partiti, molti immigrati ed anche sette vescovi. Anche la Chiesa dunque, da sempre a fianco degli emarginati, a lottare contro lo sfruttamento e per la dignità del lavoro.
Brasile – Contro ogni pronostico della vigilia Lula, volto del movimento operaio che negli anni settanta ha sfidato la dittatura, ha vinto nettamente le elezioni, battendo Flavio Bolsonaro, figlio di Jair, condannato a 27 anni di carcere per il tentato golpe dopo la sconfitta elettorale del 2022. Si tratta di una vittoria che ha fermato l’onda di destra ormai in espansione nel continente americano. La vittoria di Lula apre inoltre il Brasile a nuove riforme sociali, evita la concentrazione di potere nelle mani di una sola famiglia, in pratica un regime, e, fatto di non poco conto per tutti, ferma la deforestazione dell’Amazzonia. La svolta a favore di Lula è avvenuta nelle piazze del Brasile, dove il Partito dei Lavoratori, risvegliato dall’esito del primo turno, ha organizzato una mobilitazione permanente che ha dato i suoi frutti.
Serbia – Il partito degli studenti ha vinto le elezioni anticipate in Serbia, sconfiggendo l’ex presidente Vucic, in carica dal 2017. Migliaia di persone sono scese in piazza per celebrare la vittoria. L’affluenza alle urne non è mai stata così elevata da oltre 30 anni. Il partito degli studenti è nato a seguito di un fatto ben preciso: il crollo di una pensilina nel 2024, che ha provocato la morte di 16 persone. Questa tragedia è assurta a simbolo della corruzione della politica serba ed ha originato forti proteste, continuate nel tempo. La lista degli studenti è diventata l’espressione più eclatante dell’opposizione a Vucic. Si tratta di una lista formata da candidati della società civile, scelti con la democrazia diretta. ” La Serbia finalmente ha preso in mano il suo destino ” così il commento dei vincitori. Le parole d’ordine ” Libertà e democrazia ” non sono state pronunciate a vuoto, hanno vinto.

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