Ho letto con molto interesse l’articolo di Michele Serra ” Le cose come stanno “, pubblicato sul sito de La Repubblica il 23 ottobre scorso. L’articolista si pone una domanda: perché i nostri governanti continuano a negare la crisi italiana nei suoi vari aspetti? Si tratta di crisi economica, anagrafica, sociale. Quale è l’utilità di tale atteggiamento, se non un gesto autoassolutorio? Non sarebbe certo l’opinione pubblica a rimproverare un governo che riconosce i problemi da affrontare e da risolvere. Avremmo, dice Serra, un dialogo tra adulti e non più una fanfara della propaganda. Purtroppo, continua, causa anche il livello mediocre dei protagonisti, è sempre più raro udire discorsi politici che siano credibili, che non hanno come solo scopo l’elogiare se stessi ed infamare l’avversario. Almeno i governi tecnici non parlavano per accusare o assolvere, parlavano per dire come, secondo loro, stavano le cose.

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