Migranti: papa Leone e Trump, due visioni diverse

Pochi giorni dopo la bocciatura da parte della Suprema Corte statunitense del decreto di Trump, che in pratica eliminava lo ius solis, il Pontefice esprime il pensiero della Chiesa sull’accoglienza ai migranti, prendendo come spunto il 250 anniversario della Dichiarazione di indipendenza americana. ” In questi ultimi 250 anni, per tanti popoli in tutto il mondo, è stata proprio la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei fondatori della nazione a rendere l’America sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le sue porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione “. Queste le parole del Papa, al quale il National Constitution Center ha appena conferito la Liberty Medal, assegnata a coloro che si distinguono per la promozione della libertà. Il Pontefice riflette poi sulle parole di Thomas Jefferson ” la vita, la libertà e la ricerca della felicità ” come diritti inalienabili. Nel suo intervento non cita mai Trump, ma è evidente che il contenuto del messaggio è assolutamente agli antipodi della filosofia Maga. ” E’ stato proprio questo amore per la libertà – continua papa Leone – a ispirare gli Stati Uniti, nei momenti più bui del secolo scorso, a guardare oltre se stessi e , con grandi sacrifici, a difendere la causa della libertà al di là dei propri confini “. Sebbene l’Amministrazione statunitense lo avesse invitato ai festeggiamenti del 4 luglio, Leone XIV ha preferito scegliere Lampedusa, dove papa Francesco condannò la globalizzazione dell’indifferenza di fronte ai drammi dei migranti. Nel suo intervento sulla Nazione americana, il Papa richiama poi il fondamento della dignità umana, che precede l’istituzione di qualsiasi stato. Aggiunge: ” Come ogni americano sa, il percorso verso la costruzione di una società che incarnasse quegli ideali di libertà e di giustizia non è stato sempre facile ed è ancora un lavoro in corso. Infatti lo sforzo per realizzare questa visione è un impegno che deve essere ripreso di generazione in generazione “. Segue un appello alla coesione: ” I padri fondatori sono riusciti a trovare quel terreno comune e la forza necessaria per perseguire un futuro migliore. I principi che li hanno ispirati li hanno uniti in un’unica causa, un sogno comune. Possano la dignità umana condivisa, l’uguaglianza e i diritti sanciti nella Dichiarazione di Indipendenza essere sempre fonte di tale unità e una luce guida per il presente e gli anni a venire “. Lo spessore etico di uno Stato, prosegue papa Leone, ” si manifesta soprattutto nella sua capacità di sostenere, proteggere e valorizzare la vita di tutti, specialmente dei più vulnerabili e di coloro il cui valore viene messo in discussione “. E’ quello di Leone XIV un messaggio indubbiamente forte e chiaro. Chissà come risponderà con le parole e soprattutto con i fatti Trump? Ci chiediamo anche: come risponderanno i governanti europei sull’intervento papale sopra citato e soprattutto sulle riflessioni di Leone XIV a Lampedusa il giorno seguente? Citiamo solo alcuni brevi spunti del discorso lampedusano, su cui tutti dovremmo riflettere. Prossimità e compassione : il Papa ha richiamato la parabola del buon Samaritano, invitando a farsi prossimo dei migranti e di chi è in difficoltà – ha ribadito che i gesti concreti di condivisione e di assistenza valgono più delle parole – vi è stato poi un richiamo alla responsabilità europea e globale. L’Europa, per la sua storia e cultura, ha una responsabilità unica nel gestire la crisi migratoria in modo organico, vigliando sul rispetto della dignità di ogni persona – il Papa ricorda inoltre che ognuno di noi può scegliere di farsi prossimo o di ignorare il bisogno altrui. I morti nel Mediterraneo sono vittime sia di decisione prese, sia di decisioni mancate. Da parte di diversi responsabili politici europei ed italiani trapela per ora un silenzio piuttosto imbarazzato. Segno di consapevole riflessione?

Tags:

Comments

Lascia un commento