Caso Roggero: i seguaci di Tartufo

Il chiasso mediatico originato dal caso Roggero ( il gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo ) è diventato veramente assordante, soprattutto perché una parte politica, la destra di Governo, vuol piegare le regole della democrazia e dello Stato di diritto alle proprie esigenze di propaganda e cerca inoltre occasioni per delegittimare i magistrati. Ci permettiamo una calma, sintetica riflessione al riguardo.

  1. secondo il Centrodestra l’operato di Roggero sarebbe da intendersi come legittima difesa, non punibile, secondo la Cassazione invece tale requisito è da escludersi, in quanto nel momento in cui il gioielliere ha sparato, l’aggressione era cessata, i rapinatori erano in fuga e non costituivano più un pericolo imminente. I giudici hanno spiegato che proprio questa valutazione ha escluso l’applicabilità della legittima difesa, così come prescrive la riforma del 2019. Hanno poi chiarito che tale riforma non ha modificato nella sostanza la struttura della legittima difesa. E’ vero che è stata introdotta una norma che parla di legittima difesa sempre applicabile a chi agisce per respingere una intrusione, ma è altrettanto vero che il codice penale afferma che il ” respingimento dell’intruso può essere giustificato solo se sia in corso di svolgimento un attacco o il pericolo di aggressione e che la difesa armata sia necessaria “, inoltre ” la reazione non può essere né anticipata, né posticipata “, come è successo nel caso in questione, Probabilmente gli estensori della riforma 2019, nella fretta di arrivare al risultato, hanno dimenticato il codice penale o, più semplicemente, hanno agito con maggior senso di giustizia rispetto alle recriminazioni odierne. Diciamo questo alla luce del fatto che la riforma riguardante la legittima difesa dl 2019 è stata approvata dal governo Conte 1, con Salvini vice-premier e ministro dell’Interno. Perché ora Salvini dimentica il suo precedente operato? Aggiungiamo che, a differenza di quanto qualcuno sta dicendo, i giudici hanno anche tenuto conto dell’aspetto psicologico dell’imputato ed hanno applicato le attenuanti, riducendo la pena dai 17 anni previsti in primo grado ai 14 anni e nove mesi definitivi.
  2. richiesta di grazia – la concessione della grazia è una prerogativa del Capo dello Stato, al Ministro competente spetta solo l’istruttoria, i cui risultati devono essere inviati al Quirinale che assume la decisione. Il fatto che la moglie di Roggero abbia inoltrato domanda di grazia ed il Ministero si sia attivato non implica alcun diritto. In genere la grazia viene concessa a un certo punto della pena e tiene conto di motivi umanitari e di un percorso che dimostra un cambiamento di vita. Da considerare anche che la grazia applicata a breve distanza dalla sentenza definitiva assumerebbe il significato di una valutazione di merito opposta a quella del magistrato, configurando ulteriore grado di giudizio che non esiste nel nostro ordinamento. Se vogliamo puntualizzare, anche la frase del gioielliere rivolta al Presidente della Repubblica ” si metta una mano sulla coscienza ” sta quasi a significare che, in caso di diniego, il Presidente non farebbe quanto deve. Comprendiamo comunque lo stato d’animo dell’interessato.
  3. possibili interventi legislativi del Governo – considerato che la proposta di Salvini di candidare Roggero non è attuabile, stante la legge Severino del 2012, il Governo sembra indirizzato a ritoccare la legislazione, con qualche ritrosia di Forza Italia, che raccomanda di evitare fughe in avanti. Sembra quasi che Lega e Fratelli di Italia facciano a gara a scavalcarsi a vicenda con proposte che scivolano nell’antidemocratico, per acquisire voti e tamponare l’avanzata di Vannacci. Qui sta l’accenno nel titolo dell’articolo al Tartufo di Moliere. Sembra che la nuova proposta preveda, come esposto da Claudio Borghi, la non punibilità di qualsiasi reazione nella immediatezza di una aggressione a mano armata in casa o in negozio, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta. Ci avviciniamo quasi alla licenza di uccidere. Anche la frase di Borghi ” senza chiedere nulla a Mattarella ” si tinge un poco di ripicca piuttosto che di giustizia. Domanda: Tutto questo è autentica democrazia od anche ipocrisia?

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