La Commissione europea vuole avere dal Governo italiano una risposta veloce in merito all’utilizzo dei prestiti del piano Safe. Addirittura ha lanciato una velata minaccia: niente risposta entro la fine del prossimo luglio, niente soldi. Tale minaccia, lo sappiamo, non ha alcun valore giuridico, il termine più realistico è l’autunno, quando la Commissione opererà sulle risorse non utilizzate, però la fretta c’è. Il ministro Giorgetti ha annunciato che la decisione verrà presa a settembre sulla base di reali ed aggiornate considerazioni finanziarie. Si parla, forse non del tutto a caso, che il nostro governo avrebbe intenzione di ridurre l’entità del prestito da 14,9 miliardi di euro a soli 5 miliardi. Il ministro Crosetto nelle scorse settimane aveva sollecitato una scelta, sottolineando anche la necessità di dare certezze alle imprese del settore, in quanto, senza il ricorso al prestito, alcuni investimenti andranno posticipati. Da notare che la cifra di 14,9 miliardi di euro del prestito corrisponde a quanto il governo Meloni ha concordato con la NATO e soprattutto con l’amministrazione Trump. Sappiamo bene come l’attuale frattura con Trump aggravi la situazione. Tra l’altro si tratta di prestiti a tasso agevolato e molto diluiti nel tempo. Di certo la Difesa ne ha bisogno, soprattutto per quanto riguarda la difesa aerea, settore in cui siamo scoperti. E’ dunque opportuno che il governo Meloni assuma una posizione netta e plausibile: lo deve agli Italiani ed anche agli Alleati.

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