In questo venerdì, Santo per i cristiani, sento l’obbligo morale di ricordare la via Crucis dei tanti, troppi morti nel Mediterraneo, morti in cerca di libertà, di vita. Lo faccio usando le parole dell’Arcivescovo di Palermo, che ha parlato all’indomani dei naufragi avvenuti nel Canale di Sicilia a causa del ciclone Harry. Dice mons. Lorefice rivolgendosi alla ong Mediterranea Saving: ” Sono dispiaciuto di non poter prendere il largo con voi ad accarezzare le martoriate acque del Mare Nostro ancora scosse e scandalizzate dall’ennesima strage – non è una tragedia – consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche, di ieri e di oggi, colpevolmente dimentiche dei diritti inalienabili dell’essere umano, in violazione del diritto internazionale e delle convenzioni sul soccorso. Il vostro oggi è un richiamo chiaro a sconvolgere il silenzio e a svegliare il sonno degli occhi di noi tutti, narcotizzati da scelte politiche che pianificano l’oblio di quanti continuano ad attraversare il mare in cerca di vita, di libertà, di pace.” Secondo l’Arcivescovo le vittime rappresentano: ” l’ennesimo frutto delle scelte disumane dell’Europa e dell’Italia capaci solamente di legiferare contenimento ed abbandono e di colpevolizzare quanti prendono il largo…. Di fronte a tutto questo siamo chiamati a reagire come donne e uomini che vogliono rimanere fedeli al senso dell’umano.”

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